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Amiloidosi

December 14, 2017

Fonti articolo:

www.osservatoriomalattierare.it

http://www.amiloidosi.it

 

Le amiloidosi rappresentano un grande gruppo di malattie caratterizzate dall'accumulo patologico, in sede extracellulare, di materiale proteico insolubile, denominato amiloide o sostanza amiloide. Si tratta, in genere, di malattie multisistemiche che compromettono la funzionalità di vari organi vitali, in modo particolare di reni, cuore, apparato gastrointestinale, fegato, cute, nervi periferici e occhi. Attualmente, si conoscono circa 30 tipologie di amiloidosi, ereditarie o meno, classificate in base ai segni clinici e alle caratteristiche biochimiche della sostanza amiloide coinvolta. Alcune delle forme più frequenti sono l'amiloidosi AL (amiloidosi da immunoglobuline/catene leggere), l'amiloidosi AA (infiammatoria/reattiva) e l'amiloidosi ATTR (da accumulo di transtiretina).
Il codice di esenzione dell'amiloidosi è RCG130 ("Amiloidosi sistemiche").

 

Quando si sospetta l'amiloidosi, il primo passo per arrivare alla diagnosi è documentare la  presenza dei depositi di amiloide. Nella maggior parte dei casi non è necessario eseguire la biopsia di uno degli organi coinvolti, ma è sufficiente un piccolo prelievo di grasso addominale con un ago sottile.

 

LE VARIE FORME

Le varie forme di amiloidosi si definiscono con una sigla in cui la lettera "A" (per amiloidosi) è seguita da una lettera o da un'abbreviazione che si riferisce alla proteina che forma i depositi.

 

AMILOIDOSI DA CATENE LEGGERE (AL)

Nell'amiloidosi AL, i depositi di amiloide sono formati da frammenti di anticorpi, le catene leggere, prodotti da cellule che si trovano nel midollo osseo, chiamate plasmacellule. Questa è forma più comune di amiloidosi. L'amiloidosi AL colpisce più spesso il cuore (nel 75% dei pazienti), i reni (nel 65% dei casi), il fegato (20%) e i nervi che trasmettono la sensibilità dai piedi e dalle mani e quelli che regolano la pressione arteriosa (20%). In alcuni casi i pazienti hanno un aumento di dimensioni della lingua e macchie di colore rosso porpora sulla pelle del volto - in particolare intorno agli occhi - e del collo. Spesso più di un organo è coinvolto nello stesso paziente. 

La terapia dell'amiloidosi AL si basa su combinazioni di farmaci che hanno lo scopo di uccidere le plasmacellule che producono le catene leggere tossiche. In alcuni casi attentamente selezionati si può eseguire l'autotrapianto di cellule staminali, una procedura in cui la terapia elimina tutte le cellule del midollo osseo, che è poi ricostituito grazie alle cellule staminali del paziente prelevate in precedenza. Negli ultimi anni sono stati sviluppati diversi nuovi farmaci, che sono stati studiati o sono in fase di sperimentazione presso il centro di Pavia. 

Le terapie impiegate nell'amiloidosi AL sono simili a quelle usate dagli ematologi per curare un'altra malattia delle plasmacellule chiamata mieloma multiplo. Tuttavia, i pazienti con amiloidosi non hanno solo una malattia del midollo osseo, ma hanno anche un danno di diversi organi che li rende particolarmente delicati. Per questo motivo, trattare un paziente con amiloidosi è molto diverso e richiede accorgimenti particolari, tecnologie adeguate e l'esperienza che si acquisisce seguendo direttamente molti ammalati. Per esempio, sono necessari schemi di terapia personalizzati e un controllo molto frequente di esami specifici per seguire il danno d'organo e l'efficacia della cura. E' anche molto importante che questi stessi esami siano eseguiti prima di iniziare la terapia, per avere un termine di paragone. 

La disponibilità di terapie sempre più efficaci ha molto migliorato le possibilità di cura dei pazienti con amiloidosi AL. Anche se la cura dei soggetti con coinvolgimento del cuore rimane difficile, i due terzi dei pazienti seguiti dal centro di Pavia sono liberi dalla malattia a più di cinque anni dal momento della diagnosi.

 

AMILOIDOSI EREDITARIE (ATTR, AAPOAI, ECC.)

Queste amiloidosi sono causate da alterazioni ereditarie dei geni responsabili della produzione di alcune proteine, che conferiscono a queste proteine la capacità di formare depositi di amiloide. In Italia le due forme di amiloidosi ereditarie più comuni sono causate dalle proteine transtiretina (ATTR) e apolipoproteina AI (AApoAI). Gli organi che possono essere coinvolti sono il cuore e i nervi che trasmettono la sensibilità dai piedi e dalle mani e quelli che regolano la pressione arteriosa nell'amiloidosi da transtiretina, il fegato, il rene e il cuore nell'amiloidosi da apolipoproteina AI. 

La diagnosi di queste forme di amiloidosi si basa anche sull'analisi del DNA, che rileva le alterazioni dei geni responsabili. Il centro di Pavia offre un programma di consulenza genetica alle persone affette da amiloidosi ereditaria e ai loro familiari. 

Negli ultimi anni sono stati fatti molti progressi nella terapia delle amiloidosi ereditarie, in particolare in quella da transtiretina. Sono disponibili o sono in fase di studio diversi nuovi farmaci che possono impedire che le proteine alterate formino i depositi di amiloide, oppure che promuovono la dissoluzione dei depositi già formati. Alcuni pazienti con amiloidosi da transtiretina possono essere trattati con un trapianto di fegato. 

 

AMILOIDOSI REATTIVA A INFIAMMAZIONE CRONICA (AA)

Persone che hanno un'infiammazione di lunga durata (per esempio sostenuta da malattie reumatologiche o da infezioni) sono a rischio di sviluppare l'amiloidosi reattiva (AA). Questa forma di amiloidosi è causata da una proteina prodotta dal nostro organismo come risposta all'infiammazione, la "siero amiloide A" (SAA). L'amiloidosi AA interessa quasi sempre i reni e si manifesta con perdita di proteine nelle urine.

La terapia di questa forma di amiloidosi si basa sul controllo della malattia che causa l'infiammazione. E' possibile misurare la SAA nel sangue e l'efficacia della terapia si controlla documentando la riduzione dei valori di SAA . Questa analisi è disponibile presso il centro di Pavia. Più recentemente, per l'amiloidosi AA, è stato sviluppato un farmaco diretto contro i depositi di amiloide, che è in corso di sperimentazione a Pavia.

 

AMILOIDOSI SENILE (ATTRWT)

L'amiloidosi senile è causata dalla forma normale (detta wild type) di una proteina, la transtiretina, che nell'arco di un lungo tempo è in grado di formare depositi di amiloide. Questa forma di amiloidosi è molto più comune nei maschi e può comparire già dopo i 60 anni, ma diventa più frequente dopo gli 80 anni. Questa forma di amiloidosi coinvolge il cuore. Presso il centro di Pavia saranno presto disponibli terapie sperimentali per l'amiloidosi senile.

 

TERAPIA

Negli ultimi anni, sono stati fatti straordinari progressi nella terapia delle amiloidosi sistemiche e la prognosi dei pazienti affetti da queste malattie è in continuo miglioramento. Ogni anno si rendono disponibili nuovi farmaci, che, qualche tempo prima di essere messi sul mercato, sono disponibili nei centro di riferimento per queste malattie.

L'obiettivo principale della terapia delle amiloidosi sistemiche è rallentare o arrestare la produzione della proteina che causa il danno degli organi coinvolti. Naturalmente, i metodi per ottenere questo risultato sono diversi nei vari tipi di amiloidosi e dipendono dalla diversa proteina in causa. E' per questo motivo che individuare con certezza e con tecniche adeguate il tipo di amiloidosi ha un'importanza fondamentale. Riducendo la produzione della proteina che forma l'amiloide, il processo che ha portato alla malattia si arresta e la funzione degli organi danneggiati, se il danno non è già irreversibile, può essere recuperata anche completamente.

Recentemente si stanno rendendo disponibili nuove terapie con obiettivi diversi, per esempio impedire alle proteine alterate di formare l'amiloidosi o indurre la dissoluzione dei depositi di amiloide che si sono già formati.

I ricercatori del centro di Pavia hanno sviluppato direttamente o in collaborazione con altri centri per l'amiloidosi in Europa e negli Stati Uniti molte delle terapie che ora si impiegano comunemente nell'amiloidosi e, trattando migliaia di pazienti, hanno accumulato una grande esperienza. A Pavia sono attivi e sono continuamente aggiornati programmi per permettere l'accesso ai nuovi farmaci ai pazienti che possono averne bisogno.

E' anche molto importante la terapia di supporto, che sostiene la funzione degli organi interessati dall'amiloidosi durante il tempo necessario alla terapia specifica per agire sulla causa della malattia. Il centro di Pavia, grazie a specialisti dedicati e alla collaborazione con altri reparti del Policlinico San Matteo, ha programmi specifici per la terapia di supporto cardiologica, nefrologica, neurologica, per la terapia del dolore e per il supporto nutrizionale. 

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